Salvatore Volpe, 59 anni, custode dello stadio di calcio San Paolo di Napoli, indagato gia’ nel giugno 2003 per peculato, e’ stato arrestato dalla Digos della questura di Napoli per detenzione illegale di materiale esplodente. Nel corso di una perquisizione mirata, i poliziotti hanno trovato all’interno del garage di pertinenza alla sua abitazione, dentro lo stadio, due quintali di ‘botti’ tra cui cipolle con mortaio, razzi, bengala ed anche i cosiddetti ‘cobra’, che hanno al loro interno solo polvere pirica. Il locale, inoltre, era stipato di materiale infiammabile come stoffe, vernice e pellicola cinematografica. “E’ inutile fare filtraggio e prefiltraggio, se materiale del genere e’ gia’ presente all’interno dello stadio”, osserva il questore Santi Giuffre’. I ‘cobra’, in particolare, furono utilizzati dagli ultra’ durante la partita del primo dicembre 2006 Napoli-Frosinone; un gruppo di appartenenti al tifo organizzato violento, infatti, trasferendosi dalla curva ai distinti, li lancio’ nel campo.
AGGIORNAMENTO 22.00: Ingente il quantitativo di materiale esplodente rinvenuto dalla Polizia in uno dei garage dello stadio San Paolo: oltre 200 chili, tra cui botti di notevole potenza, custoditi peraltro accanto a materiale altamente infiammabile (plastica, stoffe, legno). Agli arresti è stato tratto Salvatore Volpe, 59 anni, custode dell’impianto di Fuorigrotta. Ora la Digos sta indagando, non solo negli ambienti del tifo, per accertare se quei fuochi sarebbe stati utilizzati già per Napoli-Udinese, oppure per cercare di innescare un’azione di disturbo nei confronti della società come avvenne per Napoli-Frosinone, campionato di B 2005-2006. Forte il sospetto di un tentativo di estorsione. «Noi facciamo tutti i filtraggi e i contro filtraggi possibili – ha detto il questore di Napoli, Santi Giuffrè – ma a cosa serve quando poi c’è del materiale del genere all’interno dello stadio?».
IL PRECEDENTE – La gara Napoli-Frosinone si giocò di sabato 6 dicembre. Fu sospesa due volte per lancio di petardi dai distinti e poi ripresa dall’arbitro Orsato su sollecitazione di De Laurentiis che si precipitò in campo. La Procura accertò successivamente che si era trattato di un tentativo di estorsione nei confronti della società che aveva negato la concessione di biglietti ad alcuni esponenti dei gruppi organizzati.
fonte Tuttonapoli.net