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La casta universitaria

5 Ottobre 2007 2 Comments

Qualcuno leggendo quanto sto per riportare dirà: “hai scoperto l’acqua calda”… ma proprio perchè è una cosa arcinota, bisogna avere il coraggio di far emergere questo schifo, come ha fatto il prof. Antonio Rossetti della facoltà di Architettura.

Lettera a Repubblica di Napoli del prof. A. Rossetti:
Mi chiamo Antonio Rossetti e sono ricercatore confermato presso la Facoltà di Architettura di Napoli Federico II dal 1980, dopo essere stato borsista ministeriale e contrattista. Non ho mai partecipato a concorsi per associato, pur avendone i titoli,poiché il risultato era già noto a tutti, né mi sono interessato di sapere dove e quando si svolgessero.Ho preferito studiare, scrivere, pubblicare e, soprattutto dedicarmi alla didattica.
Tutto questo fino all’ultimo concorso bandito nel maggio 2005, concorso per due posti di associato in Progettazione Architettonica, bandito dalla mia facoltà. Al solito non ne ero neanche informato.

Sono stati i miei colleghi a spingermi a partecipare, considerando sia il mio curriculum, sia la circostanza che ormai i figli, le mogli, i parenti, le ex-mogli, le o gli amanti degli ordinari erano stati sistemati, e dunque, finalmente,vi era per me la possibilità di vincere.
La commissione è formata dai proff. ordinari Scarano, D’Auria e Borrelli di Napoli e dai proff. associati Sajeva di Roma e Arcidiacono di Reggio Calabria.
Il concorso inizia a settembre 2006, i candidati sono diciannove, e solo allora leggo che tra questi c’è Maria Rosaria Santangelo, figlia del vicesindaco di Napoli, uno dei più noti notai di Napoli, ma, fondamentalmente ex presidente ….di “ Bagnoli Futura”…

Il concorso segue il suo iter: giudizi comparativi sui titoli presentati, giudizi comparativi sulla discussione dei titoli con il candidato, lezione pubblica. Ma le cose non scorrono lisce come dovrebbe essere. Anzitutto la commissione ha guardato molto superficialmente i titoli, tanto da sbagliare sia la denominazione sia il contenuto di molti elaborati. La lezione pubblica,poi, fino ad un certo punto viene tenuta in un ampia sala con sedie per il pubblico, l’ultimo giorno, invece, quando la lezione dovevamo tenerla ,in ordine alfabetico, io, la Santangelo e l’ultimo della lista dei candidati, l’arch. Gabriele Szaniszlò, ci si sposta in una camera senza sedie, la porta è chiusa …Dunque cosa abbiamo detto io,la Santangelo e Szanizlò lo sa soltanto la commissione.

Terminato l’iter, la commissione decide che gli idonei vanno scelti tra il sottoscritto, la Santangelo e i concorrenti Maraventano e Szaniszlò. L’assurdo è che tutti e quattro abbiamo il giudizio finale collegiale identico, parola per parola, virgola per virgola. Dunque o dovremmo essere tutti idonei, cosa impossibile, ovvero se i giudizi sono identici in base a quale criterio la commissione potrà scegliere gli idonei? Eppure, ovviamente, li sceglie : la Santangelo e Szaniszlò.

Chiedo allora al Rettorato la copia conforme di tutte le sedute del concorso, per conoscere quali titoli superiori ai miei abbiano presentato i vincitori.
I miei titoli comprendono:quattro volumi editati, tutti esauriti ed uno , anch’esso esaurito, che ha avuto una seconda edizione; ventisei articoli su riviste italiane e straniere, per complessive circa duecento pagine; diciotto saggi sui miei scritti, tra i quali una laurea che tratta delle mie teorie , discussa alla Sorbona di Parigi; ho partecipato a ventuno mostre, conferenze e convegni; ho insegnato ininterrottamente dal 1990 ad oggi, come docente supplente; sono stato relatore di circa seicento tesi di laurea; ho partecipato a trenta concorsi di progettazione, ottenendo un secondo posto e cinque segnalazioni; in una indagine tenuta nel supplemento della Campania del vostro giornale a firma Luigi Mosca, pubblicato il 12 giugno 2004, gli studenti mi hanno giudicato il miglior docente di Progettazione Architettonica della Facoltà.

La “idonea” Santangelo, tecnico laureato, contrattista e poi dottore di ricerca, dal settembre 2004
ha partecipato a sette concorsi per associato, ed è sempre ritenuta “non idonea”, eppure è stata valutata da trentacinque docenti di tutta Italia, ma solo quelli di Napoli ne hanno colto il valore.
La sua produzione consiste in 44 pagine scritte in sei libri diversi , in collaborazione; quattro anni di docenza a supplenza, dal1994 al 96 e dal 2003 al 2006. Nulla si sa della sua produzione progettuale.
Questa è la nuova classe docente che auspica il ministro Mussi.

Dimenticavo. Contro di me e la Maraventano hanno votato, naturalmente, i tre napoletani.
Ho presentato ricorso al TAR, ma, con i tempi secolari di questo, credo che andrò prima in pensione.
Mi scuso ancora della lunghezza della lettera, che forse non ha nulla di originale,
essendo soltanto il resoconto di quanto avviene regolarmente, e la saluto cordialmente,

Antonio Rossetti

Ci sono tanti giornali online che riportano questa notizia, vi segnalo qualche link:
Le facoltà sono occupate dalle famiglie
Tutti i parenti del prof

p.s.: per i materialisti… in perfetto DIMP STYLE!!!

2 Comments »

  • mariano said:

    Davvero sconcertante questa storia; ma come sappiamo è solo una delle tante che invadono la vita di tutti i giorni nel nostro paese. Sinceramente piu’ vengo a conoscenza di tutto cio’ e più mi sento demoralizzato a restare qui e sempre piu’ spinto a creare fuori dal mio paese il mio futuro, anche perchè proprio qui piu’ di qualsiasi altra parte del mondo, tutti girano sempre la faccia dall’altra parte, fingendo di accettare di convivere con un sistema che stai annientando la nostra società; se possiamo fare qualcosa per almeno far conoscere questa assurda storia, io sono assolutamente disposto ad aiutare.

  • Ing. Giuseppe CAPALDO said:

    Ill.mo Prof. ROSSETTI, sono un semplice e umile professionista che ha avuto l’onore di conoscerLa nella seduta di Laurea (di cui Lei era il Relatore di una mia Amica laureatesi con 110/lode - Vecchio Ordinamento) di martedì 11 marzo 2008. Quel giorno non ero a conoscenza della Sua missiva di cui sopra. La Sua illustre nomea tra i Suoi Allievi/e mi ha incuriosito e reso orgoglioso di averLa conosciuto. La mia curiosità mi ha portato a fare una ricerca via web sul Suo Nome, venendo pertanto a conoscenza della missiva. Certo che non saranno i miei pensieri o le mie parole a cambiare un malessere generazionale, Le esprimo la mia umile e sincera solidarietà. Mi consenta di dirLe che la forza per combattere tutto ciò, e non solo, a mio modesto parere risiede nell’opinione, nel credo dei Suoi Allievi, e non ultimo nei Suoi insegnamenti, didattici e non.
    Con rispetto, stima e orgoglio, Le porgo deferenti saluti.
    Ing. Giuseppe CAPALDO

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