Vomero, addio all’ultimo hotel
Costi elevati, istituzioni distanti, sbarco di grandi holding e multinazionali. Sono i fattori che castigano le piccole e medie aziende che negli anni ‘70 e 80 hanno rappresentato per il Vomero e per gli abitanti un autentico punto di riferimento. Lo testimonia la chiusura dell’ultimo hotel della collina, il «Belvedere», che ha cercato di sopravvivere ma alla fine ha dovuto gettare la spugna. Un segnale chiaramente negativo per il turismo: «Nessuno è intervenuto per salvare l’albergo - denuncia il Comitato valori collinari - questa vicenda è emblematica del degrado che ormai affligge il Vomero, e non solo». La fame del business non sembra lasciare spazio al buon cuore e all’impegno dei proprietari e dei gestori di locali.È il caso della galleria Scarlatti, il megastore nato alla fine degli anni ‘80: ha ormai chiuso i battenti e si prepara ad ospitare «Zara», il colosso spagnolo leader nel settore dell’abbigliamento lowcost che dovrebbe aprire al pubblico entro l’autunno. All’interno, fino a gennaio, erano rimasti gli ultimi esercizi superstiti ai quali non sono stati più rinnovati i contratti d’affitto. Poi la profumeria Moscarino, il negozio di abbigliamento Camomilla e un bar hanno dovuto fare armi e bagagli per trasferirsi altrove. Chi ha avuto fortuna ha trovato una sistemazione non lontano (è il caso di Moscarino, che ha traslocato nella galleria Bernini) cooltre al punto-vendita di via Kerbaker ha trovato spazio all’interno della galleria Bernini. «L’arrivo delle multinazionali penalizza la piccola e media imprenditoria che fino a qualche anno fa rappresentava la caratteristica peculiare del nostro territorio del quartiere - spiega Francesco Licastro, presidente della circoscrizione Vomero - il problema si aggraverà quando il quartiere diventerà terra di conquista anche per le banche. Allora il Vomero rischierà di prendere un aspetto simile alla city di Londra, dove c’è gran movimento per tutta la mattina e alle 16 il deserto». Ora sulla strada principale dello shopping in collina aprirà «Zara», quasi 2000 negozi in 48 paesi del mondo e migliaia di dipendenti sparsi ovunque. Una filosofia di mercato che si basa su un binomio ideale: buona qualità e prezzo ragionevole in modo da riscuotere consensi tra i giovanissimi tenendo presente i gusti degli adulti. Lo sbarco del colosso spagnolo non intimorisce le aziende d’abbigliamento del Vomero: «Credo che l’arrivo di Zara non crei particolari squilibri - spiega Angelo Rennella, amministratore del franchising del Vomero di Harmont & Blaine - è un target differente per esempio rispetto al nostro. Anzi ritengo che il suo arrivo innescherà un maggiore movimento del mercato di cui se ne gioveranno diversi commercianti».
Aritolo di C. Prestisimone
fonte IL MATTINO


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