Napoli by night

night_napoli.jpgDanni economici prodotti dalle domeniche ecologiche, emergenza sicurezza, eccessiva severità nei confronti dei locali notturni e straordinaria tolleranza nei confronti dell’abuso commerciale, difficoltà a muoversi nella gabbia di vincoli imposti dalla Soprintendenza: la piattaforma rivendicativa dei pubblici esercizi e la ritrovata compattezza della categoria su questi temi, al centro dell’assemblea di ieri pomeriggio in sede Ascom, sembravano aprire la strada a clamorose azioni di protesta. Ma così non è stato, perché il Comune ha giocato d’anticipo. Gestori di bar, ristoranti e discoteche, in testa il presidente provinciale della Fipe Antonio Pace, sono stati convocati ieri mattina a Palazzo San Giacomo. Dall’altra parte del tavolo il sindaco Rosa Iervolino, il vicesindaco Rocco Papa, gli assessori Raffaele Tecce (commercio), Nicola Oddati (mobilità) e Luca Esposito (turismo).L’incontro si è chiuso con una bozza del «trattato di pace» che sancisce l’impegno dell’amministrazione municipale a sostenere un comparto produttivo fondamentale per l’economia e lo sviluppo di Napoli. «Purché all’impegno seguano i fatti», replicano i rappresentanti di categoria, che per adesso si limitano a sottolineare le loro ragioni in un manifesto-lettera aperta alla città ma non escludono, in assenza di riscontri concreti, il ricorso ad altre forme di lotta: una serata con le luci spente oppure la serrata. Tre i passaggi fondamentali nel corso della riunione con il sindaco e gli assessori. Sul fronte del by night, il Comune fa sapere che darà un bel colpo di acceleratore alle istruttorie sui locali coinvolti dal fiume di sigilli, limitazioni d’orario e divieti di far musica: l’autorizzazione a tornare in piena attività verrà subito concessa agli esercenti che si sono messi in regola, ed eventualmente «tenuta in sospeso» nel caso si debba attendere un pronunciamento della magistratura sui temi di sua competenza. Minima burocrazia, dunque. . Alla stessa filosofia si ispira l’impegno preso personalmente dal sindaco in materia di nullaosta: garantire un maggiore coordinamento tra uffici comunali competenti (dal settore delle licenze commerciali a quello della polizia amministrativa, dal servizio tecnico che concede l’agibilità strutturale a quello che verifica i livelli di inquinamento acustico) in modo che il gestore di un locale possa vedere accolte o respinte le sue richieste in maniera contestuale, senza restare in sospeso tra l’ok per l’apertura al pubblico e il forse - ma chissà quando - per la diffusione di musica. Secondo tema in discussione, lo sviluppo del borgo Marinari. «Completamente bloccato dalla Soprintendenza - tuonano i ristoratori - che invece di fissare regole certe esamina i progetti volta per volta e impiega tempi lunghissimi». Gli assessori ricordano che nel ’95 c’era stato un accordo con Palazzo Reale per garantire, insieme, la tutela dei siti monumentali e la crescita delle attività commerciali. Ricordano, ancora, che proprio da quell’intesa era partito il rilancio della zona. Adesso c’è qualcosa che non va? Nessun problema: il Comune chiederà alla Soprintendenza di rimuovere gli ostacoli disseminati lungo la strada. Sul versante domeniche ecologiche, invece, si tratta soltanto fino a un certo punto. Quello che mette in ginocchio il commercio - in prima linea le pasticcerie, per le quali si parla di «danni incalcolabili» - è gradito ai cittadini: il Comune, comunque, si impegna a consultare la categoria in fase di calendarizzazione degli stop al traffico. Con questo pacchetto di «offerte speciali» Antonio Pace si presenta all’assemblea, precisando che si è trattato di un incontro interlocutorio. La reazione è tiepida; il dibattito si chiude con la decisione di non annullare lo stato di agitazione, stampare un manifesto da affiggere in tutti i locali della città e lasciare la porta aperta a iniziative di protesta più drastiche: luci spente o saracinesche chiuse.

fonte ILMATTINO

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